Ultimamente mi è capitato spesso di andare a Mergozzo. 
Ci sono stata due volte, in poco tempo, con due famiglie diverse provenienti dagli Stati Uniti, entrambe alla ricerca delle proprie origini. I loro avi erano partiti proprio da qui, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, per inseguire un sogno oltreoceano. Ed è commovente vedere come, dopo più di un secolo, il richiamo di queste acque e di queste montagne sia ancora così forte. 

Mergozzo, un piccolo gioiello fuori dal tempo 

Mergozzo è uno di quei luoghi che sembrano sfuggire al tempo e alla frenesia. Un borgo raccolto sulle rive di un lago piccolo e limpido, circondato da montagne che si specchiano nell’acqua e proteggono il paese come in un abbraccio. 
Passeggiando tra le sue viuzze acciottolate, si respira un’atmosfera autentica, fatta di silenzi, profumi di dolci appena sfornati e il sorriso discreto di chi vive qui tutto l’anno. 

Le storie che attraversano l’oceano 

Accompagnare queste famiglie americane sulle tracce dei loro antenati è stato un viaggio nel viaggio. Prima del loro arrivo, mi sono immersa in ricerche e storie locali, per poterli guidare nei luoghi che avevano segnato la vita dei loro bisnonni: case, piazze, angoli che raccontano ancora oggi l’epopea dell’emigrazione italiana. 
Mergozzo, per loro, non era solo una tappa: era un ritorno, un abbraccio con una parte di sé rimasta dall’altra parte del mondo. 

Un lago che incanta e sorprende 

Il lago di Mergozzo è tra i più puliti d’Italia, e nei giorni limpidi i colori sembrano quasi irreali: il verde intenso dei boschi, l’azzurro trasparente dell’acqua, il bianco delle montagne ancora innevate sullo sfondo. 
Qui il turismo di massa non arriva: si nuota in silenzio, si rema in canoa, si passeggia lungo la riva tra salici e gelsi. I bambini giocano liberi, gli adulti si concedono un aperitivo in piazzetta, magari assaggiando la famosa fugascina, il dolce tipico del paese, o degustando salumi e formaggi locali che raccontano la storia e i sapori di queste valli. 

Giuseppe Lusetti e la catena di granito da Guinness 

Mergozzo è anche patria di un artista davvero speciale: Giuseppe Lusetti, celebre per aver realizzato la catena di granito che ha conquistato il Guinness World Record. 
Questa straordinaria opera, composta da centinaia di anelli scolpiti a mano nel granito locale, è diventata simbolo di ingegno, passione e profondo legame con il territorio. Anche se non è visibile al pubblico, la storia della catena e di chi l’ha realizzata racconta perfettamente lo spirito di Mergozzo: creatività silenziosa, ma capace di lasciare un segno nel mondo. 

Tradizioni, sapori e incontri autentici 

Nel borgo si possono ancora assaporare la fugascina e i migliori salumi e formaggi tipici della zona, lasciandosi conquistare dalle storie raccontate dagli anziani, dalle feste di paese, dalle sere d’estate con i tavolini all’aperto e la musica che si riflette sull’acqua. 

Un viaggio che lascia il segno 

Ogni volta che accompagno qualcuno a Mergozzo, mi accorgo che non sono solo i miei ospiti a emozionarsi: anche per me è un ritorno alle origini, un tuffo in un’Italia minore e autentica, fatta di dettagli, di incontri, di memorie condivise. 
È questo il vero lusso del viaggio: sentirsi parte di una storia che attraversa il tempo, tra le acque tranquille di un piccolo lago e il calore di un paese che sa accogliere. 

Vuoi scoprire anche tu la magia di Mergozzo e magari andare alla ricerca delle tue radici italiane?

Scrivimi, e disegnerò per te un itinerario su misura, tra emozione, storia e bellezza.